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"LOMBARDIA: UNA TRADIZIONE DA PROMUOVERE"

- Progetti delle scuole -

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DIREZIONE DIDATTICA
CASALPUSTERLENGO

Notizie anagrafiche

Tipo scuola

Statale

Ordine di scuola

Materna - Elementare

Provincia

Lodi

Via/Piazza

Via Cappuccini n. 63

Città

Casalpusterlengo

CAP

26841

Telefono

0377-84379

Fax

O377-910463

e-mail

ddcasalpgo@tin.it

Descrizione sintetica del progetto

Titolo del progetto

Una e-mail dal passato:bigina e tognu i cuntun

Referente del progetto

Insegnante Maria Luisa Bernocchi

Data di inizio del progetto

Ottobre 2001

Data di termine del progetto

Aprile 2002

Progetto realizzato con altre scuole

No

Progetto realizzato con la collaborazione di altre istituzioni territoriali

No

Soggetti coinvolti nella realizzazione

Dirigente scolastico
Docenti interni N. 22
Esperti esterni N. 2
 

Numero classi coinvolte

Classi 15

Numero studenti coinvolti

328

Sito internet del progetto

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Motivazioni
Il motivo fondamentale del presente lavoro è di conoscere e recuperare le tradizioni della società contadina.

Finalità
Lo scopo principale è di saper analizzare, confrontare, stabilire delle relazioni.

Obiettivi
Tra gli obiettivi più importanti va posto senz’altro quello di conoscere le radici storico/culturali della nostra realtà mediante l'acquisizione di:

  • conoscenze storiche, scientifiche, artistiche e di linguaggi verbali e non verbali ;
  • competenze strumentali in ordine all' utilizzo di significative espressioni della cultura locale passata e presente (linguaggio, arte, cucina, lavoro, relazioni sociali, ecc.).

Destinatari

Scuola materna: i bambini di 5 anni (di tutte le sezioni)
Scuola elementare: gli alunni di tutte le classi a tempo pieno e delle classi 2° del tempo modulare.

Attori
Nonna Bigina e nonno Tognu sono personaggi virtuali che impersonano i nonni veri intervistati dai bambini o le fonti storiche cui gli alunni hanno fatto riferimento nelle loro indagini. Essi hanno accompagnato i bambini a scoprire usi, costumi e tradizioni del passato, quando i nonni erano bambini.

Strategie didattiche e organizzative
Tra le varie attività e processi messi in atto segnaliamo:

  • visita alla cascina ( I.T.A.S. Codogno). La cascina conosciuta attraverso i cinque sensi; percorsi in classe; attività espressive; produzione libro tattile;
  • indagine socio-storica: il bisogno di mangiare e ripararsi (casa) oggi, al tempo dei genitori , al tempo dei nonni. Questionari d' indagine e grafici riassuntivi;
  • alimentazione al tempo dei nonni: ricerca e registrazione di ricette tipiche locali;
  • le malattie al tempo dei nonni e la consuetudine di curarsi con le erbe officinali. Raccolta di erbe, loro classificazione e utilizzo;
  • intervista ai nonni della Casa di Riposo - registrazione e trascrizione delle risposte;
  • partecipazione alla Fiera Agricola di Codogno. Progetto "Pastrugni in Fiera"- Le trasformazioni di un prodotto: dal latte al formaggio - dal grano al pane - ecc..;
  • la fiera nel passato : tradizioni e documentazioni fotografiche;
  • il lavoro: interruzione precoce della scolarità. I lavori di un tempo: attività e produzioni;
  • la nostra città nel passato: il paese, i cortili, le chiese;
  • ricerca di filastrocche e canti, loro traduzione e memorizzazione;
  • i nonni ricordano come giocavano. Esecuzione di giochi. Costruzione e utilizzo di giocattoli;
  • ricerca di canti popolari, loro registrazione ed esecuzione collettiva con i nonni;
  • ricerca di proverbi, scrittura utilizzando il dialetto e relativa traduzione in lingua italiana.
  • Ogni classe, con il supporto dell'insegnante Milanesi, provvederà alla costituzione dell' ipertesto, integrando gli elaborati del proprio percorso.

    Contenuti
    Fotografia storica in bianco e nero di una via di Casalpusterlengo: corso Garibaldi

    Ciascuna classe /sezione ha sviluppato la propria ricerca su una o più delle seguenti tematiche:

    • individuazione del periodo storico;
    • ricostruzione ambientale;
    • abitazione;
    • vita in cascina;
    • scolarizzazione;
    • lavoro nei campi o in fabbrica;
    • alimentazione e piante officinali;
    • malattie;
    • feste;
    • giochi e giocattoli;
    • canti, filastrocche e proverbi.

    I materiali prodotti sono stati assemblati in un ipertesto. La scuola materna ha prodotto anche un "Libro tattile" con il materiale raccolto dagli alunni .

    Esempi

    Le abitazioni

    Nelle case non esistevano comodità moderne.
    Generalmente le case erano strutturate su due piani: al primo piano c'era la cucina e, al piano superiore, le camere da letto. In genere dormivano tutti nella stessa camera, ma, se era possibile, i figli maschi in una stanza e le femmine in un'altra. A volte dormivano anche in tre o quattro nello stesso letto e alcuni addirittura nei fienili.
    La casa veniva riscaldata con il camino o la stufa a legna. L'unico ambiente della casa che veniva riscaldato era la cucina; i nonni ricordano che se la cucina era grande, in inverno si metteva una parete di legno a metà stanza per ridurre lo spazio da riscaldare. La camera da letto era fredda e allora si utilizzava lo scaldino o "frate" per intiepidire le coperte.
    Alcune famiglie non avevano l'elettricità e adoperavano le candele o le lampade a petrolio per illuminare le case.
    Il bagno non era in casa ma nel cortile, in comune con le altre famiglie; era uno sgabuzzino talvolta di legno.Disegno di bambino con un uomo intento a ravvivare il fuoco in una casa. Si vuole rappresentare il tempo in cui la casa veniva riscaldata con il camino o la stufa a legna.
    I nonni si lavavano nel catino; il bagno lo si faceva in un grosso mastello, in entrambi i casi l'acqua veniva pescata dal pozzo e fatta riscaldare sul camino o sulla stufa. Il nonno ricorda che in estate il bagno lo faceva nel fiume o nei fossi, perché le loro acque erano pulite.
    Nelle case l'acqua potabile non c'era; l'acqua veniva pompata dal pozzo in cortile e portata in casa con la "sédéla", un secchio di rame, al quale i componenti la famiglia bevevano utilizzando un mestolo di ottone.

    Fare il bucato

    La nonna ricorda che le lenzuola, di cotone pesante, non venivano lavate durante l'inverno perché era difficile asciugarle, esse venivano accumulate e lavate in primavera. Le donne ci impiegavano una settimana per fare il bucato ed era un lavoro molto faticoso.
    Non c'era la lavatrice, si lavava a mano, all'aperto, in mastelli di legno riempiti di acqua calda. L'acqua veniva riscaldata con il "fugon", un grosso paiuolo sotto al quale si accendeva il fuoco.
    Il detersivo non c'era, al suo posto veniva usata la cenere cotta. Le lenzuola venivano messe in un mastello, nel frattempo si faceva bollire l'acqua con la cenere del camino, poi l'acqua veniva filtrata e versata sulle lenzuola. La cenere lavava le lenzuola ma lasciava loro un colore grigino, allora il bucato veniva messo in un altro mastello con acqua bollente e una specie di sapone chiamato "liscivia", che rendeva bianco il bucato, infine si risciacquava.

    Stirare

     

    Per stirare si usavano due tipi di ferro da stiro:

    Fotografia con due ferri sa stiro antichi che vengono riscaldati sulla piastra della stufa.
    a) in un ferro si mettevano le braci che riscaldavano la piastra;
    b) l'altro tipo era di ferro compatto; per farlo riscaldare veniva messo sulla piastra della stufa. In questo caso era necessario avere almeno due o più ferri da stiro perché dopo alcuni minuti di stiratura il ferro si raffreddava e doveva essere sostituito.
    Le donne per svolgere i lavori di casa utilizzavano utensili semplici.

    Il frate:
    struttura in legno che teneva sollevate le lenzuola, all'interno del frate si metteva lo scaldino, una specie di padella di ferro con dentro le braci.

    Muscatrola: una gabbietta con la struttura di legno e i lati rivestiti con una rete finissima (zanzariera). Questa gabbietta veniva appesa in cucina o in cantina, dentro si mettevano i salumi e i cibi da conservare, rimanevano così arieggiati e nel frattempo protetti da insetti e topi.

    La ghiacciaia: il frigorifero non c'era, per conservare i cibi si usava il ghiaccio. Si andava dal "giasé", un signore che passava per le vie del paese con un carretto carico di ghiaccio, si comperava una stecca di ghiaccio, a casa si avvolgeva in uno straccio e poi la si metteva dentro a un secchio o un mobiletto, con la carne da conservare.

    Bidon dal lat: un bidoncino con manico per trasportare il latte dalla stalla alla casa.

    Curdirol: paiuolo in rame per cucinare.

    El masnin: il macinacaffé.

    La stadera: bilancia con piatto.

    Le feste

    Tognu e Bigina aspettavano con ansia queste ricorrenze che si susseguivano durante l'anno: S. Antonio; Carnevale; Pasqua; S. Pietro; la sagra di S. Bartulamé; la Sagra dei Cappuccini; S. Lucia e il Santo Natale perché potevano festeggiare pranzando con parenti, amici e vivere con gioia e finalmente con qualcosa in più.Disegno di bambino con due candelabri gialli che sorreggono due candele accese

    In queste pagine ci raccontano tante curiosità.
    Il 17 di gennaio sul sagrato della chiesa dedicata a S. Antonio si portavano gli animali per farli benedire mentre suonavano le campane.
    Nelle grandi cascine si benedicevano gli animali nelle stalle. Lì ardeva per tutto il giorno un gran fuoco e si vendeva la "saraca", un tipo di pesce sotto sale, che si mangiava alla sera con tanta polenta e per finire la cena non mancavano le pere cotte (3 come le dita della mano alzata per benedire del Santo).
    A Carnevale Tognu e Bigina non avevano soldi per comprare maschere e costumi, allora....niente paura, con un po' di fantasia, vecchie cose e tanto lavoro si divertivano un mondo.
    Bastava un pezzo di cartone ed ecco due belle maschere. Bastavano dei vecchi vestiti e delle pezze di stoffa avanzate ed ecco, con l'aiuto della mamma, due bei costumi.
    Disegno di bambino che rappresenya Tognu e Bigina con vestiti vecchi e di fortuna utilizzati come maschere di Carnevale.
    Per completare la festa tanti coriandoli, fatti stracciando a pezzettini pagine di giornali.
    Per addolcire la festa le mamme preparavano i chisoi: un po' di latte, zucchero, farina e nell'olio friggevano dorate bontà.
    La prima domenica di settembre si celebrava la festa della Madonna dei Cappuccini.
    Per tradizione si portavano gli ammalati, stesi sulle barelle, su due file lungo il viale che va al Santuario e il Vescovo passava tra loro a dare la benedizione.
    La notte di Natale tutti andavano in chiesa alla Messa di mezzanotte. Le vie del paese erano buie, non c'erano gli alberi addobbati e le luci colorate nelle vetrine e nelle strade. C'era tanta neve.
    Tognü e Bigina facevano il presepe sotto il camino; altri lo facevano sul largo davanzale usando statuine di gesso e muschio vero.
    Erano tanto felici anche se non ricevevano regali.
    Con l'arrivo della primavera si festeggiava la S. Pasqua.
    Nei giorni precedenti le donne facevano le pulizie "di Pasqua " lucidando tutta la casa.
    Anche Tognü e Bigina aiutavano: prendevano la catena che reggeva la pentola sul camino e facendo una gara con altri bambini correvano per le vie del paese finché questa splendeva.
    I bambini aspettavano S. Lucia come oggi; nella scuola delle suore la Santa andava a vedere i bambini tutta coperta da veli.
    A Casale Tognü e Bigina potevano vedere le bancarelle con qualche giocattolo: bambole di pezza, cavallini di legno ed altro.
    La notte di S. Lucia tutti i bambini andavano a letto presto per paura della cenere negli occhi. Lasciavano sull'uscio un po' di fieno e di farina per l'asinello e sul tavolo una tazza di caffè per la Santa che portava un giocattolo solo o un po' di frutta (mandarini, mele, castagne).

    Risorse

    • Insegnanti delle classi /sezioni.
    • Esperti esterni: nonni - Itas di Codogno (LO) , specialisti di Educazione musicale.
    • Esperto di informatica (raccolta materiale e preparazione ipertesto).
    • Fonti storiche (testi, documenti, luoghi, ambienti ).
    • Strumentazione informatica (hardware e software).

    Tempi

    • Dal mese di Ottobre al mese di Dicembre 2001 raccolta materiali.
    • Gennaio/febbraio 2002: organizzazione del materiale raccolto.
    • Marzo /Aprile 2002 : preparazione ipertesto.

    Costi
    Relativi al materiale hardware e software sono stati utilizzati: € 3.612,64
    Ore aggiuntive per il personale docente: € 6.716,50

    Verifica
    Il consiglio di interclasse ha effettuato la verifica in itinere; il collegio dei docenti ha realizzato la verifica finale.

    Valutazione
    Il collegio dei docenti ha unanimemente valutato positivamente l' iniziativa ritenendo che gli obiettivi formativi e didattici sono stati pienamente raggiunti.
    Infatti gli alunni:

  • hanno preso consapevolezza della ricchezza culturale e civile del territorio;
  • hanno recuperato la memoria storica attraverso le tradizioni della civiltà contadina;
  • hanno sviluppato il senso civico di appartenenza, distinguendolo criticamente dal campanilismo.
  • Inoltre è stata implementata la positiva interazione fra scuola e territorio.

    Prodotti finali realizzati
    La realizzazione di un prodotto multimediale ha facilitato l'approccio all'informatica (di cui si sono visti i risultati concretamente positivi) anche per quei docenti più refrattari all'uso del computer.

    Diffusione dei risultati
    l cd prodotto è stato distribuito a tutte le classi del circolo e a tutti i genitori che ne hanno fatto richiesta . Copia è stato trasmessa anche agli Amministratori locali.

    Ricaduta dei risultati sugli alunni
    Gli alunni hanno mostrato vivo interesse per l'indagine storica / sociologica svolta e nella programmazione di molte classi è stato inserito un percorso, specifico o trasversale alle discipline, di apprendimento delle tematiche affrontate.
    L'uso dello strumento multimediale è stato, come già detto, particolarmente gradito e l'utilizzo dal laboratorio di informatica ha avuto una positiva crescita.

    Ricaduta dei risultati sui docenti
    Il progetto è stata una ulteriore occasione perché tutti i docenti lavorassero insieme, scambiandosi vicendevolmente suggerimenti e consigli, a vantaggio di un benefico vicendevole arricchimento.

    Ricaduta dei risultati sul contesto scolastico territoriale
    Durante il periodo in cui si è lavorato al progetto vi sono stati svariati incontri con le famiglie degli alunni con le quali è stato possibile, proprio grazie al lavoro in corso, stabilire nuovi rapporti e migliorare le relazioni esistenti.